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TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO
La rete di distribuzioneptprince ci invia la seguente notizia:
Il distributore GTT erogherà solo ai propri mezzi dal primo gennaio. Intanto la qualità dell'aria precipita, le vendite di auto green rallentano. L'analisi di metanoauto.com ed un accorato appello alla Sindaca Appendino.

Era metà ottobre 2017 quando l'astronauta Paolo Nespoli pubblicava un'inquietante fotografia della Pianura Padana scattata da un osservatorio privilegiato: la stazione spaziale internazionale.

Senza andar lassù molti torinesi si erano già accorti della qualità dell'aria padana, così come la Giunta Comunale torinese, alla disperata ricerca di soluzioni efficaci. "Soluzioni che ci sono", si potrebbe pensare, Torino è la città della Fiat, che a fine anni 90 lanciò sul mercato la prima autovettura a metano di serie, la Marea Bipower, e da lì ha inanellato una serie di successi nel campo dei veicoli ecologici che sembrava non dover finire mai. Probabilmente l'italiano medio immagina i torinesi tutti ordinatamente in fila sulle loro Multipla, Panda e Punto Natural Power in una città dove rifornire con carburanti ecologici è possibile in ogni angolo, ad ogni ora ed ogni giorno almeno dall'anno 2000. Quindi code sì, ma ecologiche. Del resto ce lo hanno detto tutti, Marchionne compreso, che il metano è il carburante ecologico del momento. E la Sindaca Chiara Appendino ci risulta in linea con l'opinione dei colleghi delle maggiori metropoli europee in materia di inquinanti da motore diesel.



Ci dispiace smontare questa convinzione. Il panorama, non solo torinese, è desolante. Fiat, a dispetto dei proclami, ha limitato la produzione di autovetture ecologiche lasciando interi segmenti di mercato al concorrente tedesco. Non uno a caso, proprio quello che ha fatto arrabbiare l'Ente americano che vigila sulla qualità dell'aria.

UNRAE (l'associazione dei produttori di auto estere) periodicamente pubblica dati non capacitandosi del costante calo delle vendite di auto a metano, nonostante i propri soci le eliminino dai listini. Ad esempio Mercedes-Benz, con l’ eliminazione della B a metano, o la stessa Volkswagen che pur introducendo modelli interessanti elimina una vettura particolare come la Touran introducendo auto premium che faranno numeri fisiologicamente piccoli, come l'Audi A5 che già è una rarità a gasolio.

Ritornando alla realtà torinese, e cercando di capire come mai il cittadino-tipo da un lato sia perfettamente conscio della qualità dell'aria, ma alla resa dei conti esca dall'autosalone con una scontatissima auto diesel, l'analisi è semplicissima. I distributori che erogano metano ci sono, e a dispetto di ciò che si possa pensare non sono nemmeno pochi. Simpaticamente però osservano quello che noi di metanoauto.com chiamiamo “orario d'ufficio”: appena timbrato il cartellino, bisogna correre a rifornire, perché dalle 19 nell'arco di mezz'ora chiuderà la maggior parte degli impianti. Gli stessi impianti che terranno chiuso sia il sabato che la domenica, con rare eccezioni. Altrettanto simpaticamente chiudono, in prima serata, i due distributori delle aree autostradali di Nichelino, lasciando il trofeo di unico distributore h24 della civilissima Regione Piemonte all'area di servizio Settimo Torinese Sud. Vuoi uscire con la fidanzata per andare al cinema? Devi passare al supermercato perché sei senza latte? Hai l'appuntamento dal dentista dopo l'orario d'ufficio? Potrebbe essere un problema fare il pieno. E allora gasolio o benzina, si inquinerà di più ma non avremo patemi d’ animo



Nessuno degli operatori piemontesi ha deciso di avvalersi della possibilità, immediatamente esecutiva, di praticare il “Self Service assistito”, vale a dire il rifornimento a cura dell'utente che, in caso di necessità, può chiedere l'intervento dell'unico operatore presente, per esempio il cassiere. Le due aree di Nichelino, battenti bandiera Eni, sarebbero le più indicate per iniziare questa pratica, in qualsiasi momento e senza costi aggiuntivi per il gestore. Peccato non ci siano segnali da parte di ENI in tale direzione.

A complicare la vita agli automobilisti piemontesi, paradossalmente, vi è un nuovo fenomeno molto green di portata europea: diversi vettori si stanno dotando di autotreni con motrice a metano liquido. Motrici che per il loro rifornimento orbitano attorno a pochi appositi distributori, ma che a volte sono dotate anche di una grande riserva di gas naturale compresso ripristinabile in qualsiasi distributore stradale. Così, se ancora lanciamo maledizioni quando, entrando in area di servizio, ci troviamo dietro due o tre Iveco Daily dello spedizioniere di turno, probabilmente è perché ancora non ci siamo trovati dietro a un paio di TIR. Vita dura per chi viaggia a metano, adesso ci si mette anche “il fuoco amico”.

In questo quadro desolante di atmosfera irrespirabile e cittadini che, pur intenzionati ad acquistare un'autovettura green, ripiegano inevitabilmente sul diesel o sul benzina per poter rifornire giorno e notte, senza necessità di piani strategici, la moribonda società pubblica GTT se ne esce trulla trulla con uno scarno comunicato, quasi nascosto tra le pieghe del suo sito web: “A partire dal 1° gennaio 2018 l'impianto di via Gorini 30/B non svolgerà più erogazione di gas naturale per autotrazione ad uso pubblico. Pertanto le convenzioni stipulate con tutti i nostri clienti per la fornitura del gas saranno in vigore esclusivamente fino al 31 dicembre 2017.”

In redazione s'è levato più di un brontolio, ed istintivamente abbiamo pensato ad un grossolano tentativo di risparmiare sui costi del personale. Abbiamo desiderato prendere per le orecchie il dirigente responsabile di tanta miopia e, dopo averlo insignito del cappello appuntito che si riservava agli scolaretti indisciplinati, condannarlo a lezioni private di normative VIGENTI: quelle che consentirebbero DA STANOTTE di tenere aperto l'impianto anche solo in presenza di un operatore, condizione sempre soddisfatta perché lì si riforniscono quasi ininterrottamente autobus e mezzi della nettezza urbana. La Legge consentirebbe anche l'erogazione in Self non presidiato, infatti diverse sono le colonnine dotate di attacco NGV1 a norma europea, ma siamo certi che questo concetto sarebbe difficilmente spiegabile ad un'azienda che, nell'Anno Domini 2018, decide di chiudere un punto vendita.

Ma in un'altra piega dello stesso sito, qualcuno s'è lasciato scappare una parola di più: “A partire dal 1° gennaio 2018 l'impianto di via Gorini 30/B non svolgerà più erogazione di gas naturale per autotrazione ad uso pubblico in quanto non è più autorizzato dalla Città di Torino.

Non vogliamo sapere il perché o il percome, conosciamo molto bene le dinamiche amministrative e non vogliamo dare l'occasione a qualche funzionario comunale di invocare un parere consultivo avverso di qualche Ente terzo, magari ispirato a leggi abrogate da decenni, come ci capita quotidianamente di vedere.

Desideriamo però complimentarci per l'eccezionale tempismo, per la coerenza coi programmi dell'Amministrazione davvero... “fuori dal Comune”. Complimenti anche per la coerenza alle direttive comunitarie, che in Italia conoscono giusto i redattori di metanoauto.com e pochi più. Manco l'Italia non fosse sistematicamente richiamata dalla Comunità Europea proprio per la pessima qualità dell'aria in pianura Padana. Manco non dovessimo tutti, proprietari di auto a metano, gasolio benzina ed elettriche, pagare sanzioni per il costante supero delle soglie di inquinanti, tra cui polveri sottili ed NOx (ossidi di azoto) che, guarda caso, i motori a metano abbattono in maniera significativa.

Pensare che per anni i dipendenti di questo distributore ci avevano rassicurato: “Presto”, dicevano, “apriremo un nuovo punto vendita su Strada del Portone e lì vedrete, avremo orari più ampi e addirittura il lettore POS per pagare col bancomat”.

Già, perché anche questo “lusso” era precluso in questo punto vendita che, se non altro, aveva il pregio di numerose colonnine disponibili. E poco importa se a nord della Città un altro distributore è temporaneamente chiuso perché i gestori sono rimasti vittime di una rapina, feriti con colpi di arma da fuoco. Qui si esigeva solo contante.

Potremmo continuare ad oltranza, ma cominciamo a sentirci voce inascoltata e la sterile lamentela non è nel DNA di metanoauto.com, che è una community entusiasta di operare anche per l'ambiente e la qualità della vita.

Terminiamo quindi con un appello.

Signora Sindaca, Signora Appendino,

siamo certi che la chiusura al pubblico del distributore GTT sia avvenuta quasi a Sua insaputa, ma nulla è perduto, anzi, da questo momento di crisi sarà possibile uscire a testa alta.

L'industria sta cercando di vendere il maggior numero di auto diesel possibile in vista della loro messa al bando, e l'utenza cede sia per le lusinghe economiche, sia per la vita oggettivamente difficile ancora riservata a chi viaggia a metano in città come Torino. Dia un segnale forte. Impedisca che l'azienda (anche) da Lei partecipata cessi l'erogazione di metano al pubblico. Dia mandato ai suoi tecnici di studiare (davvero) le norme vigenti in modo da rimediare alla limitazione di servizio anacronistica ed assurda sul distributore di metano gestito da GTT. Richiami i funzionari che remano in direzione opposta alle direttive (coercitive) della Comunità europea. C'è la possibilità di ampliare l'offerta di orari aumentando gli utili senza aumentare proporzionalmente le spese. Se lo vorrà e se ce ne darà occasione saremo lieti di fornirLe massima collaborazione e supporto.

Convochi un tavolo di lavoro con l'obiettivo di risolvere nel più breve tempo possibile il problema dell'indisponibilità di carburanti ecologici nel capoluogo e nei Comuni contermini la notte e nei giorni festivi (per esempio sensibilizzando ATIVA, società concessionaria delle tangenziali, a pretendere la copertura del servizio h24 nelle aree subconcesse ad ENI, le "Nichelino Nord" e "Sud"). E se volesse lasciare un segno nella storia, provi a regalare alla cittadinanza un punto vendita Self Service non assistito h24.

Questo non risolverà tutti i problemi, ma l'ambiente si aiuta anche con piccoli gesti come quello di spegnere le luci nelle stanze vuote. Quei gesti che chiunque può fare, da subito.

Attendiamo un suo forte cenno d'intesa. Lo deve alla città.

Nota: (Fonte: redazione metanoauto.com/ptprince/ucdb palerider ©)
Inserito Thursday 7 December 2017 da mdlbz
 
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Re: TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO (Voto: 1)
da ztomasi Thursday 7 December 2017
(Info Utente )
Bravissimi, articolo documentato, appassionato e propositivo!

Ora vediamo se la sindaca risponde, teneteci informati!



Re: TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO (Voto: 1)
da zirrio Friday 8 December 2017
(Info Utente )
Condividete su Facebook taggando la sindaca.
P.S. dovete scrivere @Chiara Appendino



Re: TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO (Voto: 1)
da business86 Friday 8 December 2017
(Info Utente )
Ottimo articolo, spiace molto, vediamo ora se la sindaca Appendino tiene la linea dei pentastellati sull'ambiente e trova il sistema di tenerlo aperto per agevolare i virtuosi metanauti torinesi...sottoscrivo chi dice di rendere pubblica la questione sui media in maniera da coinvolgere la popolazione



Re: TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO (Voto: 1)
da ptprince Monday 11 December 2017
(Info Utente )
Un silenzio assordante....... Speriamo sia solo a causa del ponte festivo........



Re: TORINO SOFFOCA, IL COMUNE CHIUDE AL PUBBLICO IL DISTRIBUTORE METANO DI GERBIDO (Voto: 1)
da puntometano Monday 11 December 2017
(Info Utente )
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