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REGGIO EMILIA: NUOVA MOBILITÀ, ARRIVA UN IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI BIOMETANO
Metano e ambienteMobilità sostenibile, realizzata utilizzando mezzi pubblici alimentati con biometano, ottenuto dal recupero della frazione organica con un ciclo produttivo che, d'altro canto, è in grado di produrre anche compost di alta qualità per l'agricoltura. La frazione organica, ottenuta a sua volta dalla raccolta differenziata, è risorsa preziosa, in grado di alimentare un'economia circolare che si realizza sul territorio. In sintesi: grazie alla frazione organica si crea mobilità sostenibile, oltre a benefici per il settore primario.

E' il concept, l'idea alla base del progetto Forsu-Biometano - un impianto di 'digestione anaerobica' della frazione organica con successiva raffinazione del biogas in biometano – che pone Reggio Emilia all'avanguardia in tema di ricerca e innovazione riguardo a energie rinnovabili, mobilità e trasferimento tecnologico, attuando principi di economia circolare in un ottica di rispetto dell'ambiente e di valorizzazione completa delle risorse.


Il rendering dell'impianto di produzione di biometano Iren in località Gavassa a Reggio Emilia.


Chi fa cosa: gli attori in campo

Il progetto nasce su impulso del Comune di Reggio Emilia, che sviluppa strategie e programmi specifici su mobilità sostenibile e innovazione, e grazie alle competenze ed alla proficua sinergia tra Centro ricerche produzioni animali (Crpa), Iren Ambiente e Società emiliana trasporti autofiloviari (Seta).

Si tratta dunque di un progetto articolato, che prevede l'ammodernamento degli autobus di Seta per il trasporto locale finalizzato all'utilizzo di un vettore energetico, il biometano, come combustibile; si basa e si avvale di un programma di ricerca e innovazione di Crpa, i cui laboratori hanno sede nel Tecnopolo di Reggio Emilia, finalizzato alla produzione di biometano; coinvolge Iren Ambiente per la progettazione, realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento e recupero della frazione organica (Forsu) da raccolta differenziata, con produzione di biogas raffinato in biometano e compost di qualità da utilizzarsi per le coltivazioni agricole del territorio.

La presentazione del progetto, avvenuta nel Municipio di Reggio Emilia, anticipa il deposito del progetto, che sarà oggetto di un ampio confronto nei prossimi mesi. La scelta di pubblicare il progetto già in fase di deposito ha come obiettivo il dare massima conoscenza e consentire - anche con supporti digitali - la ricezione di commenti e valutazioni da parte dei cittadini.


Un momento della conferenza stampa congiunta avvenuta nel Municipio di Reggio Emilia.


Hanno detto

«E' il progetto con il maggiore contenuto innovativo degli ultimi 20 anni nella nostra città, è coraggioso e guarda al futuro con un elevato contenuto tecnologico e un forte tasso di partecipazione da parte dei cittadini e di alcuni dei principali attori pubblici della realtà reggiana, è avanzato nell'attuazione di un'economia circolare in cui non esistono 'scarti' ma riuso virtuoso dei materiali in chiave energetica con ricadute di sostenibilità ed economicità rilevanti a beneficio della collettività», ha detto il sindaco Luca Vecchi.

[Forsu-Biometano] Forsu-Biometano, ha spiegato il sindaco, «si basa sulla partecipazione fondamentale dei cittadini alla raccolta differenziata porta a porta, ad oggi a quota 65%, da cui si trae la frazione umida e che si sta estendendo a tutta la città con l'assorbimento e il superamento costante di eventuali criticità puntuali. E gli stessi cittadini potranno avere di fatto forti vantaggi in termini di mobilità, sostenibilità e ambiente dalla loro stessa azione partecipativa. E' inoltre un progetto di Area vasta, dato che si avvale di conferimenti dalla provincia di Reggio Emilia e anche di Parma e Piacenza, nasce nell'Area nord che rappresenta fisicamente il bacino di innovazione ed economia nuova dei nostri programmi, e si insedierà a Gavassa in un'area in cui, in anni ormai lontani, era ipotizzato il nuovo termovalorizzatore di Reggio Emilia, mai costruito per una scelta strategica fondamentale e lungimirante: da quel progetto a questo progetto, si è fatta molta strada in tema di innovazione, sostenibilità e cultura dell'ambiente. Presentiamo adesso il Forsu-Biometano, perché la sua conoscibilità sia da subito il più possibile estesa e accessibile».

A proposito di sinergia tra aziende e centri di ricerca a partecipazione pubblica, il sindaco ha sottolineato: «Forsu-Biometano, realizzato con un investimento di decine di milioni di euro, è segno ulteriore del rapporto concreto tra la multiutility Iren e il territorio. Discorso analogo vale per Seta, che investirà in strutture e nuovi mezzi pubblici per l'impiego del biometano ottenuto nel nuovo centro di produzione».

«Agli inizi degli anni 2000 – ha detto Mirko Tutino assessore comunale a Infrastrutture del territorio e Beni comuni – la raccolta differenziata reggiana si attestava intorno al 14%. Con l'attuazione dei nostri programmi, oggi è al 65%, mentre il livello finale atteso è del 70-75%. Gli esiti della differenziazione sono però da gestire, non con inceneritori o discariche, ma con impianti dedicati che recuperino la materia. E la materia 'umida' è fra le meno semplici da recuperare. Grazie al concetto di economia circolare e ad un impianto come quello per il biogas-biometano, che attivano una filiera specifica e virtuosa a vantaggio del territorio, tale recupero è possibile. Non è un salto nel vuoto: la tecnologia adottata è conosciuta e affidabile. La forte innovazione si ha nell'impiego del biometano, tratto dal biogas, per l'autotrazione, in particolare l'alimentazione di mezzi pubblici, con un impatto estremamente limitato, se non nullo, per l'ambiente ed economicità significative.

«In sede di Piano d'ambito, nel 2011, quando ero assessore provinciale – ha concluso l'assessore – si sancì definitivamente che un inceneritore non si sarebbe realizzato a Reggio Emilia. Una scelta avveduta e fatta con criterio, dato che il nostro territorio non è mai entrato in 'emergenza rifiuti'. Oggi, con i passi avanti fatti, il termovalorizzatore sarebbe inutile. Oggi invece, grazie a quegli stessi passi avanti, possiamo parlare e agire in termini innovativi e di sostenibilità sia per l'ambiente, sia per la mobilità».

Il presidente della Provincia Giammaria Maghi, ha sottolineato a sua volta «il percorso virtuoso svolto in tema di raccolta differenziata con una efficace pianificazione in ambito provinciale e regionale e, nel caso di Forsu-Biometano, con specifiche sinergie fra Reggio Emilia, Parma e Piacenza». Positive per Manghi anche «le connessioni fra le partecipate, che hanno consentito di mettere in campo ricerca avanzata, ideazione, progettazione e futura gestione di un progetto d'avanguardia».

Alla conferenza stampa è intervenuto anche l'amministratore delegato del Gruppo Iren, Massimiliano Bianco: «Dal 2015, con il piano industriale e con un pacchetto di miliardi di euro – ha detto il manager – abbiamo attivato un lavoro intenso di rilancio di investimenti e azioni nei territori serviti, a vantaggio del nostro radicamento in essi. Più investimenti, certo, ma anche forte attenzione alla loro qualità, prima di tutto in relazione all'ambiente e con attenzione particolare al recupero della materia. E il progetto di Reggio Emilia ne è esempio caratterizzante».

Sono poi intervenuti infine i rappresentanti dei tre attori del progetto – Roberto Paterlini amministratore delegato di Iren Ambiente, Giuseppe Veneri presidente di Crpa e Vanni Bulgarelli presidente di Seta – che hanno illustrato caratteristiche e vantaggi del Forsu-Biometano, la cui consegna è prevista tra un paio di anni.


Due dei 52 bus a gpl di Seta a Reggio Emilia che potrebbero essere sostituiti con nuovi a biometano. Sono previsti fra 50 e 60 bus GNC nuovi.
(Fonte: Seta)


Percorso biometano-mobilità sotenibile

La sinergia tra Seta, Iren e Crpa si sostanzia dunque nella applicazione dei principi dell'economia circolare, nella quale un materiale di recupero derivato da un processo, in questo caso la raccolta differenziata dell'organico, viene utilizzato per la digestione anaerobica e genera un vettore energetico che si inserisce in un altro processo, quello del trasporto collettivo.

Seta ha in programma un piano di rinnovo ecosostenibile della flotta degli autobus. Solo a Reggio Emilia è prevista la sostituzione di 50-60 mezzi, alimentati a metano, da acquistare entro il 2018-2020: vale a dire, più del 50% dei 90 mezzi Seta in servizio sulla rete urbana del capoluogo. Il biometano funzionerà da vettore energetico: veicolerà l'energia contenuta nella frazione organica da raccolta differenziata nei serbatoi dei mezzi di Seta, che la utilizzeranno per muoversi in forma ecosostenibile ed ad impatto nullo sull'ambiente.

Verrà realizzata da Seta una nuova Stazione di rifornimento metano presso la sede di via del Chionso, a Reggio Emilia, capace di erogare 7.000 chilogrammi di biometano al giorno e verrà stretto un accordo commerciale con Iren Ambiente per la fornitura in esclusiva di biometano ai mezzi di Seta.

Frazione organica. Preziosa risorsa per il territorio

Gli sforzi che i cittadini di Reggio Emilia stanno compiendo per raccogliere l'organico con il sistema porta a porta e convogliarlo verso il riutilizzo confluiranno tutti, assieme a quelli dei cittadini di Piacenza e di Parma, verso l'impianto Iren Forsu, che costituirà una delle strutture a servizio del sistema integrato di impianti dell'Emilia occidentale.

L'impianto provvederà al trattamento e al recupero della frazione organica da raccolta differenziata con produzione di biogas e compost da utilizzare in agricoltura (ammendante compostato misto). Il biogas prodotto sarà sottoposto ad un trattamento di affinamento (upgrading) per produrre biometano per autotrazione o in subordine da immettere nella rete di distribuzione del gas naturale; una parte residuale di biogas sarà utilizzato per produrre energia elettrica per gli autoconsumi.

La produzione complessiva dell'organico da raccolta differenziata nei territori delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia è previsto che si attesti nei prossimi anni a circa 100.000 tonnellate l'anno (produzione pro-capite di 90 chilogrammi per abitante l'anno); la produzione complessiva della frazione verde nei territori delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia è previsto che si mantenga nei prossimi anni a circa 150.000 tonnellate l'anno. L'impianto è in grado di soddisfare pienamente la produzione di Forsu del territorio, mentre la frazione verde eccedente la potenzialità operativa sarà inviata presso impianti terzi.

Ruolo di CRPA

Crpa vanta una notevole esperienza in termini di realizzazione di impianti per la conversione del biogas in biometano, non ultimo l'impianto di Roncocesi, realizzato all'interno del depuratore Iren, che già provvede all'upgrading ed immette in rete il gas così convertito per usi domestici e industriali. Crpa studierà sistemi per la produzione di biometano liquido, nuova frontiera per alimentare i mezzi pesanti per favorire l'autonomia e le problematiche dello stoccaggio del metano gassoso. Tramite la tecnica del Powertogas, il centro di ricerche studierà possibili soluzioni per lo stoccaggio dei picchi di produzione delle fonti green non programmabili in un vettore energetico stoccabile, il biometano, e supporterà la progettazione dell'impianto per l'efficientamento della digestione anaerobica, per migliorare le rese di produzione in biogas e nell'upgrading dello stesso in biometano.

Tra gli obiettivi del progetto vi è dunque lo sviluppo di iniziative di ricerca e innovazione nel campo della produzione di biometano, affinché l'eccellenza reggiana possa essere un punto di riferimento nazionale ed internazionale, nell'ottica dello sviluppo dell'economia circolare.

Caratteristiche degli interventi di Iren e Seta

L'impianto di produzione del biometano sorgerà su di una superficie di circa 12 ettari (120.000 metri quadrati) in località Gavassa, in adiacenza alla carreggiata Nord dell'autostrada A1 ed alla linea dell'Alta velocità ferroviaria.

La frazione organica in ingresso raggiungerà le 100.000 tonnellate all'anno, mentre 67.000 saranno le tonnellate trattabili di frazione verde. Verranno prodotti 7.000.000 metri cubi l'anno di biometano e 53.000 tonnellate all'anno di compost.

L'investimento previsto da parte di Iren è di circa 54 milioni di euro.

Da parte di Seta, l'investimento complessivo (acquisto mezzi e realizzazione della stazione di rifornimento) ammonta a circa 11 milioni di euro. Il risparmio economico passando dal gpl al biometano è quantificabile in circa 3-4.000 euro l'anno per ogni bus.

Prestazioni ambientali

I trattamenti biologici (compostaggio e digestione anaerobica) sono finalizzati alla produzione di biogas e di compost di qualità, ed utilizzano frazioni organiche che provengono da raccolte differenziate di qualità, preferibilmente del tipo porta a porta, secondo le declinazioni e gli adattamenti specifici alle varie situazioni abitative locali. Pertanto già il materiale di partenza è altamente selezionato, con poche contaminazioni da parte di altri materiali, caratteristica questa molto importante al fine della produzione di compost di qualità.

Il compostaggio e la digestione anaerobica della Forsu avviene in ambienti confinati e adeguatamente controllati, ove viene garantito l'abbattimento delle emissioni odorigene in tutte le fasi del ciclo di lavorazione.

Nella progettazione sono state previste tecniche di aspirazione delle arie esauste e di abbattimento delle emissioni odorigene, con sistemi di biofiltrazione coadiuvati da scrubber. L'aria di processo viene immessa in quota per facilitare la dispersione delle emissioni.

L'impianto, inoltre, è stato adeguatamente dimensionato in base alle reali esigenze del territorio e rispetta le migliori tecnologie disponibili (Bat). All'interno dell'area è prevista un'alberatura con essenze autoctone, volta a schermare parte del recinto ed a fornire un polmone verde-bosco urbano; sarà previsto un percorso didattico per la visita delle scuole e dei visitatori.

Economia circolare realizzata sul territorio reggiano

In questo progetto, si realizza una vera e propria economia circolare dei materiali. Non esistono 'scarti' e i componenti biologici della frazione organica sono digeriti e poi compostati per produrre compost di qualità. L'energia chimica estratta tramite il processo di digestione viene concentrata appunto in un vettore energetico, il biogas, che viene trasformato in biometano utilizzato per l'autotrazione.

Il biometano prodotto evita 17.250 tonnellate di CO2 corrispondenti all'assorbimento di 3.450 ettari di bosco, pari ad una superficie boscata corrispondente, ad esempio, alla superficie dell'intero comune di Castelnuovo di Sotto.

La quantità di biometano prodotta nella configurazione finale potrebbe coprire il fabbisogno di gas naturale per riscaldamento di circa 4.600 famiglie, alimentare 7.600 autovetture (con percorrenza media di 15.000 chilometri l'anno), oppure alimentare 190 autobus (con una percorrenza media di 50.000 chilometri l'anno). Per i mezzi che utilizzeranno il biometano, la mobilità sarà completamente sostenibile, in quanto l'impatto ambientale delle emissioni sarà nullo provenendo da fonte completamente rinnovabile.

Vantaggi per il trasporto pubblico

La realizzazione dell'impianto Forsu ha per Seta diversi e importanti aspetti positivi, che motivano l'interesse e la piena disponibilità di Seta alla collaborazione industriale.
In primo luogo è coerente con l'impostazione strategica dell'azienda, che intende sostituire, innovandola, la parte di flotta di mezzi impiegati nel bacino urbano di Reggio Emilia, in particolare quella che oggi utilizza il Gpl, convertendola a gas metano.

Si tratta di un combustibile ecologico quanto a componente emissiva, ma quello estratto dal sottosuolo è una fonte fossile non rinnovabile. Nel caso del biogas, Seta ha la possibilità di utilizzare un combustibile meno inquinante e rinnovabile.

La scelta comporta investimenti strutturali, che nella collaborazione con Iren potranno essere più contenuti per quanto riguarda il sistema di stoccaggio e di rifornimento dei mezzi. La prossimità della prevista collocazione dell'impianto di produzione del biogas, con il deposito Seta di via del Chionso, agevola le forniture praticamente a chilometro zero, rispetto ad altri sistemi come quello adottato nell'impianto criogenico di Modena.

Sul piano gestionale, il rifornimento dei mezzi presso il deposito è condizione essenziale per ottimizzare tempi e costi, diversamente insostenibili in caso di ricorso a impianti esterni. Inoltre il biogas, sulla base di specifici accordi commerciali con il produttore, può assicurare lo sganciamento dalle aleatorie dinamiche di prezzo del petrolio, a cui è comunque collegato il metano fossile, con potenziali significativi vantaggi circa la stabilità e prevedibilità dei costi. Si tratta quindi di una innovazione straordinaria per il Paese e nel settore del Trasporto pubblico locale, che Seta intende sostenere e condividere.

Percorso urbanistico

Il progetto, corredato degli elaborati di variante agli strumenti urbanistici – Piano strutturale comunale e Regolamento urbanistico edilizio - del Comune di Reggio Emilia e del testo del nuovo Accordo territoriale tra gli Enti coinvolti, verrà depositato per la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) in Regione, che ne curerà l'istruttoria e la pubblicità. La conclusione dell'iter avverrà con delibera di Giunta regionale e determinazione da parte di Arpae.

La Provincia e il Comune di Reggio Emilia esprimeranno parere di conformità sulla variante urbanistica all'interno della procedura di Via, e congiuntamente ai Comuni di San Martino in Rio e Correggio approveranno l'accordo territoriale così come variato.

Nota: (Fonte: www.municipio.re.it)
Inserito Saturday 15 July 2017 da mdlbz
 
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