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Autore Messaggio
tommasod
Metanista aspirato


Registrato: 29 Apr 2013
Messaggi: 32
Località: Palermo
MessaggioInviato: Ven 3 Mag 2013, 08:44 Rispondi citandoTorna in cima

Questo è un tuo gusto personale. A me potrebbe far schifo ad esempio sentire "lo zucchero" e magari mi piacerebbe di più se si dicesse "IL zucchero". Tuttavia so che è sbagliato, e quindi non mi prendo la libertà poetica di usare l'articolo IL davanti alla parola "zucchero" quando parlo con gli altri.
Personalmente sentire il pneumatico o un pneumatico a me fa schifo da morire, soprattutto nelle preposizioni articolate al singolare: ogni volta che sento qualcuno che dice del pneumatico, al pneumatico, nel pneumatico, ecc è orribile da ascoltare.
Oltre a, lo ripeto, essere grammaticalmente scorretto (e quindi quella persona mi dimostra di non sapere parlare in italiano).

La spiegazione di ciò è semplice: pn sono già due consonanti, se gli si aggiunge una terza consonante prima di loro (esempio la n di "un", un pneumatico) a chi la pronunzia si impasta leggermente la lingua.
Per questo si alterna una vocale tra loro (per l'appunto uno pneumatico, con la "o" tra la n e pn), il suono è molto più dolce da ascoltare.

Quando ero studente in medicina studiavo LO pneumotorace, LO pneumocele, LO pneumococco. Guai a dire il pneumococco, o peggio del pneumococco che i prof ti mandavano anche se sapevi tutta la materia a memoria. E avevano ragione.


Ultima modifica di tommasod il Ven 3 Mag 2013, 08:49, modificato 1 volta in totale
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m87c
Metanista evoluto


Registrato: 24 Feb 2013
Messaggi: 244
Località: Alessandria
MessaggioInviato: Ven 3 Mag 2013, 08:49 Rispondi citandoTorna in cima

Nelle lingue, in tutte le lingue, a partire dal greco e dal latino, esistono le eccezioni. Gli articoli / preposizioni articolate che precedono il sostantivo 'pneumatico' saranno presto considerati tali. Piaccia o non piaccia, è l'uso a determinare la regola, più che il contrario. Almeno nel campo delle evoluzioni linguistiche.
Offline Profilo Invia email
tommasod
Metanista aspirato


Registrato: 29 Apr 2013
Messaggi: 32
Località: Palermo
MessaggioInviato: Ven 3 Mag 2013, 08:59 Rispondi citandoTorna in cima

Sarà vero, ma l'uso attuale è quello degli articoli corretti (uno, degli, lo, gli). E chi scrive libri e sceglie lettere grammaticali (che poi sono coloro che fanno le regole di una lingua), tranne qualche caso, usa gli articoli corretti.
Da me (Palermo e interland) tutti usano l'articolo corretto. Almeno chi ha una qualche cultura accademica.
Poi per carità, se parli con l'elettricista o il fruttivendolo (rispettosissime figure professionali, io elettricisti in famiglia tra l'altro) magari ti diranno che si dice come dici tu, però non saranno mai loro a scrivere i libri di italiano Occhiolino

Francamente io continuerò a usare la dicitura corretta, in quanto oltreché ritenerla corretta mi piace mooooooolto di più. Naturalmente siete liberi di sbagliare l'italiano come più vi aggrada, io ho gettato i miei 2 cent Sorriso


Ultima modifica di tommasod il Ven 3 Mag 2013, 09:01, modificato 1 volta in totale
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maximix
Amministratore del sito


Registrato: 26 Feb 2007
Messaggi: 4417
Località: MO-TA
MessaggioInviato: Ven 3 Mag 2013, 09:00 Rispondi citandoTorna in cima

OT!
Dipende. Se l'uso fosse determinato esclusivamente dall'ignoranza, dovremmo avere più eccezioni che regole.

_________________
E anche con venti avversi coraggiosamente navigheremo.
BUONGIORNO TARANTO
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JamesLayman
Metanodotto


Registrato: 16 Jan 2013
Messaggi: 2338
Località: Europa (FC)
MessaggioInviato: Ven 3 Mag 2013, 09:11 Rispondi citandoTorna in cima

Perfettamente d'accordo sull'errore, da qui a definirlo grave mi pare eccessivo. Penso che il rispetto delle regole della lingua italiana sia assai importante ma trovo più gravi errori che conducono ad ambiguità interpretative o ancora errate coniugazioni dei verbi o dei generi, piuttosto che questa lacuna. Sì, è vero, è brutto da sentire, ma la funzione primaria della comunicazione, ossia usare una convenzione per raggiungere lo scopo di esprimere dei concetti e farli recepire al nostro interlocutore, non è gravemente intaccata. Detto questo, tanto per fare il rompi balle anch'io, piuttosto che usare Wikipedia (con tutto il rispetto per la sua utilità su altri ambiti) mi affiderei al Sabatini-Coletti, che è un signor dizionario, che peraltro recita:
È sempre più frequente e accettato davanti a p. l'impiego degli articoli il e un, nonostante la norma preveda lo e uno
Purtroppo, volenti o nolenti, si parte dal rispetto delle regole, sacrosanto, ma è innegabile ciò che dice m87c, è l'uso a "plasmare" la lingua. Dal canto mio, faccio del mio meglio per preservare quella corretta e diffonderla, e così dovrebbero fare scuole e istituzioni, nonostante le castronerie che si possono leggere in documenti ufficiali o ancora il linguaggio astruso e arcaico di certi ambienti istituzionali per arrivare infine a lezioni di italiano con docenti che spiegano in dialetto (dal Veneto alla Sicilia), questo sì che è gravissimo e a dir poco vergognoso! Pollice verso
Saluti Occhiolino

_________________
Le persone non fanno viaggi,sono i viaggi che fanno le persone.Il viaggio non solo allarga la mente:le dà forma.
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crealessio
Ospite





MessaggioInviato: Dom 4 Ago 2013, 00:03 Rispondi citandoTorna in cima

tommasod ha scritto:
...Da me (Palermo e interland) tutti usano l'articolo corretto. Almeno chi ha una qualche cultura accademica.
...se parli con l'elettricista o il fruttivendolo (...) magari ti diranno che si dice come dici tu


il problema che hai sollevato nasce da un insieme di elementi complessi: a partire dall'unità d'italia (una nazione artificiale creata forzosamente fondendo assieme numerose identità culturali differenti), passando poi dall'inesorabilità del fatto che una lingua evolve (altrimenti parleremmo ancora tutti in latino), al discorso non secondario che anche i diversi ambienti sociali (con gli errori grammaticali che una scolarizzazione approssimativa trascina con se...ed in questo discorso ci butto in mezzo anche il giornalismo televisivo che secondo me è quello che ha fatto più danni nell'ultimo mezzo secolo); Il risultato è che situazioni come l'articolo del termine "pneumatico", ho l'impressione che col tempo sia destinato a cambiare!
Perplesso
Io sono nato a Trieste, abito a Roma (dove mi sono laureato in lettere), lavoro a Livorno, mia madre è di Trieste e mio padre calabrese...perciò riesco a vedere le cose forse in maniera "panoramica" e mi accorgo di quanto per abitudine forse "deviata" da vizi (o dovrei dire vizij, plurale di vizio) dialettali, la gente sia portata a sbagliare. Quanti sono convinti che alcool si scriva con una sola o? quanti usano il te al posto del tu come soggetto pensando sia la stessa cosa? Quanti a Milano sono convinti che la parola "piuttosto" possa avere il senso di "oppure", mentre in italiano "più tosto" significa "meglio di"? ci sono tante situazioni fastidiose che immagino siano meno tollerabili in alcuni luoghi per motivi di tradizione fonetica, ma opporsi è inutile! sarebbe come se nel medioevo qualche monaco volenteroso abbia tentato di lottare contro la fine dell'uso della lingua latina.
tommasod fa bene ad indignarsi e fa bene a continuare a rispettare la lingua nel rispetto delle regole tradizionali. Anche a me viene la pelle d'oca ad ipotizzare "il pneumotorace", ma allo stesso tempo piuttosto che cambiare "gli pneumatici" preferisco cambiare le gomme come consiglia ariosto! siamo sicuramente di fronte ad una situazione in evoluzione, ma come evolverà è presto per dirlo (qualche indicazione ci arriva dai giornalisti televisivi che in diverse situazioni eliminano completamente l'uso degli articoli tagliando la testa al toro: capita di sentir dire "ci vediamo settimana prossima", specie in tv o in altre situazioni di analfabetismo dilagante, potremmo andare dal gommista e chiedere "amigo, cambiare pneumatici", evitando in questo modo ogni imbarazzo!!
Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle
liproven
Metanista esperto


Registrato: 30 Jul 2010
Messaggi: 495
Località: RM
MessaggioInviato: Dom 4 Ago 2013, 16:53 Rispondi citandoTorna in cima

crealessio ha scritto:
...sarebbe come se nel medioevo qualche monaco volenteroso abbia tentato di lottare contro la fine dell'uso della lingua latina...

magari AVESSE Ghigno
certo che da uno laureato in lettere non me lo sarei mai aspettato Uhm...
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crealessio
Ospite





MessaggioInviato: Lun 5 Ago 2013, 09:37 Rispondi citandoTorna in cima

touché Figuraccia

alzo le mani, dipende tutto, purtroppo, dalle cattive abitudini! basta che ti distrai un istante e, nella foga della scrittura (specie se non vai a rileggere quello che hai scritto) ti sfuggono gli svarioni (questo è un errore che da ragazzo facevo continuamente ed ora, quando abbasso la guardia tende a riproporsi! e ammetto di aver commesso un errore)... ma un conto sono gli svarioni che ti sfuggono e te ne rendi conto, altro è quando ci sono interi ambiti in cui un errore è riperuto con convinzione e reiterato. Una volta per esempio mi sono trovato in una situazione assurda, ero a Milano, e qualcuno parlando disse "stortato"
Sbalordito Sbalordito Sbalordito Sbalordito Sbalordito
Inizialmente pensavo scherzasse, poi invece mi sono reso conto che non solo lui, ma tutti gli altri (quasi tutti studenti universitari o laureati in materie letterarie) erano convinti che stortato sia il participio del verbo stortare!!!
Sbalordito ...e ari Sbalordito !!!
poi ho preso atto che evidentemente nel milanese si usa dire così;
e sono queste le situazioni che (soprattutto in ambiti locali) tendono poi a rendere concreta una modifica linguistica. Per quanto tommasod possa indignarsi e fare di tutto per evitarlo; alla fine non importa cosa scrive wikipedia o la treccani, ma quel che fa testo è come parla la maggior parte della gente (non parlo del mio errore naturalmente, quello, se fossi la maestra, lo segnerei con la matita rossa!!!)

Tornando poi al discorso dei "copertoni", chi ha dimestichezza con lo spagnolo saprà che i cugini iberici hanno risolto splendidamente la questione eliminando la p iniziale ritrovandosi così con un elegantissino "LOS NEUMATICOS", ma si sa, noi italiani siamo poco elastici e nessuno si azzarderebbe mai a sfigurare una parole nobile e di origine greca come "pneuma"
Occhiolino
N.B. a Roma, in ambienti popolari, il plurale di camion (pron. camio), naturalmente è "I CAMI"...chissà che in un futuro non figuri anche su wikipedia!
Ghigno
crealessio
Ospite





MessaggioInviato: Gio 5 Set 2013, 19:19 Rispondi citandoTorna in cima

tommasod ha scritto:
...Si dice dunque LO pneumatico, GLI pneumatici, AGLI pneumatici, UNO pneumatico, DEGLI pneumatici
Non si dice invece il pneumatico, i pneumatici, ai pneumatici, un pneumatico, dei pneumatici....


...non vorrei risollevare il vespaio di qualche tempo fa (ad essere sincero oggi mi stavo sganasciando dalle risate... Sbalordito non potevo credere ai miei occhi!
Ho aperto il libretto di uso e manutenzione del mio OPEL COMBO e cosa leggo? una sequenza di "i pneumatici", ai pneumatici" "dei pneumatici" e via dicendo; ho pensato subito a te, tommasod, ormai sei alle strette: ti hanno circondato anche i tedeschi!!!
Risata a crepapelle Risata a crepapelle Risata a crepapelle
scherzi a parte, questo fa parte, purtroppo delle abitudini che col tempo, tendono a "sdoganare" degli svarioni grammaticali che prima o poi saranno accettati come corretti (se ti può consolare ognuno ha le sue...io ancora non digerisco il fatto che quello che per me è ancora il "cervello elettronico", ormai è chiamato da tutti con terminologia anglosassone "computer"; e penso di essere ridotto un pò peggio!!!)
Spazientito
liproven
Metanista esperto


Registrato: 30 Jul 2010
Messaggi: 495
Località: RM
MessaggioInviato: Ven 6 Set 2013, 14:48 Rispondi citandoTorna in cima

crealessio ha scritto:
...io ancora non digerisco il fatto che quello che per me è ancora il "cervello elettronico", ormai è chiamato da tutti con terminologia anglosassone "computer"...

se ti puo' consolare, i francesi (vagamente sciovinisti) lo chiamano "ordinateur": oridinato-re, proprio come il desktop del mio Ghigno
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