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ak
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MessaggioInviato: Sab 10 Lug 2010, 02:22 Rispondi citandoTorna in cima

maximix ha scritto:
Per il silicio si prepara l'ora del tramonto


Un bell'articolo-marchettone, non c'è che dire:

Citazione:
Silicio addio. È partita la corsa al fotovoltaico di seconda e terza generazione, una gara tra centri di ricerca per scovare nuovi semiconduttori in grado di offrire bassi costi di produzione e alta efficienza energetica.

A dire il vero i pannelli amorfi è già alcuni anni che sono a listino per alcuni produttori, e con rendimenti inferiori a quelli al silicio, altro che alta efficienza, per ora.
Citazione:
In pista ci sono film sottili al tellururo di cadmio, celle di plastica, fotovoltaico a concentrazione, materiali organici e amorfi.

Cadmio? ...roba poco inquinante...
Citazione:
Si tratta di tecnologie affidabili, anche se ormai mature. Entro il 2012, in base ai nostri studi, il 30% delle nuove installazioni utilizzerà materiali di seconda generazione

Mi ricorda che in base ad altri studi nel 2012 ci sarà il boom delle auto elettriche Risata a crepapelle
Citazione:
Rispetto alle soluzioni in silicio, il film sottile costa cinque volte di meno e assorbe il 12% dell' energia solare, contro l' 8% dei pannelli tradizionali. E ha il vantaggio di adattarsi facilmente a qualunque superficie, come le facciate degli edifici, senza alterare l' integrità architettonica. Per contro ha bisogno di maggiore spazio per assorbire la stessa energia di un modulo al silicio.

Risata a crepapelle Come fa se rende 1,5 volte di più ad occupare maggior spazio per assorbire la stessa energia di un modulo al silicio? Qui chi ha scritto l'articolo o ha invertito dei numeri o ha le idee poco chiare... Spazientito
Basta aprire qualche foglio tecnico di pannelli solari e si scopre che il rendimento dei monocristallini va dal 12 al 18% e che quelli amorfi di contro non raggiungono il 9-10%, inoltre se si vanno a vedere i prezzi si puo' ampiamente verificare che il tanto decantato risparmio di 5:1 sui costi di produzione se lo cuccano i soli produttori, dal momento che 1kWp generato con un monocristallino o con un amorfo che siano costa pressochè uguale al cliente finale, con l'aggravante dei maggiori costi di installazione e maggiore superficie occupata. L'amorfo pero' è figo.
Ma vieeeni! Risata a crepapelle

Citazione:
Solare di nuova generazione anche in casa Marcegaglia, che con la sua società Arendi produrrà a Varese film sottili. Ma in questo caso le pellicole trasparenti sono al tellururo di cadmio, una tecnologia che promette alti rendimenti energetici (anche se non mancano i dubbi sull' impatto ecologico, per via dello smaltimento del cadmio).

Ecco... abbiamo così citato qualcuno, anche se il Tellururo di Cadmio è una schifezza inquinante e non se ne estrae a sufficienza al mondo già per le produzioni attuali ...ma tanto la Marcegaglia è dentro al businness dello smaltimento rifiuti, che problema c'è ci pensa lei a smaltirli tra 20 anni, magari guadagnando anche su quel versante. Ghigno diabolico

Citazione:
Secondo gli esperti, tuttavia, la chiave per il successo del fotovoltaico sta fuori dal modulo e dai semiconduttori. Sono infatti i trasformatori di energia, gli inverter, gli elementi essenziali per creare una rete "intelligente" di distribuzione di Kwh pulito a bassa e media tensione tra piccoli e medi produttori.

...capoverso che non vuol dire una mazza, è già così e il mercato non cambierà per questo motivo.

Citazione:
Tra le aziende di spicco c' è l' italiana Elettronica Santerno, del gruppo Carraro. «In Cina, per diminuire i costi di produzione hanno creato enormi fabbriche integrando pure le filiere», dice Arturo Lorenzoni, docente all' Università di Padova e allo Iefe, il centro di ricerca sull' energia e l' economia ambientale della Bocconi.

Ah, capisco ora: bisognava introdurre gli inverter per poter citare un altro attore del mercato Figo!
Citazione:
«Soluzioni di questo tipo, evidentemente, sono difficilmente replicabili qui da noi. E infatti nel nostro paese la ricerca si sposta sul risparmio dei mezzi e la riduzione del materiale impiegato, come è il caso del solare a concentrazione e degli specchi a inseguimento. Grazie a dispositivi di tracking meccanici un numero minimo di celle riesce a seguire il corso del sole durante tutta la giornata, non perdendo neanche un raggio».

Cioè, conferma che in Cina ci si va per il minor costo del lavoro. Mentre qui si fanno prodotti a maggior valore aggiunto (che non sono quelli quindi che rivoluzioneranno il mercato dal punto di vista dei costi), non l'avrei mai detto.

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MessaggioInviato: Dom 14 Nov 2010, 20:13 Rispondi citandoTorna in cima

Il governo ci ripensa: la detrazione del 55% potrebbe entrare nel "milleproroghe" di fine anno


Dopo il coro di contestazioni e polemiche suscitato dall'annuncio della cancellazione del bonus Irpef per le riqualificazioni energetiche degli edifici, il ministero dell'Economia annuncia un parziale dietrofront. La proroga delle detrazioni del 55% sarà probabilmente inserita nel decreto milleproroghe che il governo voterà alla fine dell'anno


di Silvana Santo
venerdì 12 novembre 2010 13:23



Il governo ci ripensa: la detrazione del 55% potrebbe entrare nel "milleproroghe" di fine anno
clicca sull'immagine per ingrandire

Il bonus fiscale del 55% per le ristrutturazioni energetiche degli edifici sarà probabilmente inserito in un provvedimento diverso dalla Finanziaria. Lo ha annunciato il vice ministro dell'Economia, Giuseppe Vegas, durante i lavori della commissione Bilancio della Camera sulla legge di stabilità (la ex Finanziaria, appunto). Proprio ieri, Vegas aveva annunciato che le scarse risorse a disposizione imponevano di rinunciare alla proroga per il 2011 delle detrazioni per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici (coibentazione, sostituzione degli infissi, installazione di caldaie ad alto rendimento, etc), richiesta a gran voce dagli addetti ai lavori e dal mondo ecologista. Ora, il repentino dietrofront. Anche Marco Milanese, relatore alla Finanziaria in qualità di consigliere economico del ministro dell'economia Giulio Tremonti, ha dichiarato che «la proroga della detrazione fiscale potrebbe entrare nel decreto milleproroghe di fine anno».

L'annuncio della possibile cancellazione del bonus aveva suscitato reazioni immediate e molto dure. Federconsumatori, ad esempio, l'aveva bollata come «una scelta davvero inaccettabile e poco lungimirante, in piena crisi economica e di fronte ai continui aumenti dei costi di alcuni prodotti energetici». Anche gli addetti ai lavori, naturalmente, avevano levato alto il proprio coro di “no”. Pietro Gimelli, direttore generale Uncsaal (Unione nazionale costruttori serramenti acciaio alluminio e leghe) aveva dichiarato: «Non rinnovare le misure relative agli sgravi fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è una scelta incomprensibile che avrà ricadute devastanti sul tessuto industriale della piccola e media impresa italiana, con crollo del fatturato annuo di un miliardo di euro». Secondo il rappresentante dei costruttori di infissi, la rinuncia agli incentivi avrebbe anche determinato una inversione «nel processo di emersione dell'economia che il 55% aveva indubbiamente generato».

Aspre critiche erano giunte anche da Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo, che aveva subito sottolineato le ricadute occupazionali della cancellazione del bonus: «Un dietrofront inspiegabile del governo, che rischia di mettere ulteriormente in ginocchio il sistema industriale. Si tratta di una decisione grave che mette a rischio oltre 8.000 posti di lavoro solo nel comparto dei serramenti». Ancora più duro il commento del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, affidato a un comunicato ufficiale: «Il taglio del bonus del 55% e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell’Ambiente confermano l’incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una mera logica di risparmio nel brevissimo periodo». Sul fronte delle associazioni ambientaliste, infine, Legambiente aveva definito «un gravissimo errore» la scelta di rinunciare alla detrazione del 55%, mentre il Wwf aveva parlato di «abominio per l'ambiente». Dopo la pioggia di contestazioni, dunque, la rettifica del governo.

greenreport.it

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MessaggioInviato: Sab 26 Feb 2011, 04:52 Rispondi citandoTorna in cima

Da: Repubblica Ambiente

Il DL martedì a Palazzo Chigi e votato con ogni probabilità giovedì prossimo. Stabilirebbe un tetto per il 2020 uguale al livello che si raggiungerà entro un anno. Rischiano il posto 120mila addetti al settore. La protesta degli operatori di ANTONIO CIANCIULLO

Decreto sul fotovoltaico "È fallimento programmato"

Dopo l'eolico, il fotovoltaico. Il nome della seconda vittima della guerra alle rinnovabili è nel decreto che il governo si preparerebbe ad approvare all'inizio della prossima settimana. "Con un tetto di impianti incentivabili fino al 2020 vicino alla soglia che si raggiungerà nell'arco di un anno, il fotovoltaico è destinato a chiudere i battenti", accusa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. "Sarebbe il secondo fallimento programmato dopo quello che ha messo in ginocchio l'industria e la ricerca italiane negli anni Ottanta. Dovremmo mandare a spasso 120 mila persone che lavorano, direttamente o indirettamente nel settore".

Il decreto legislativo in questione sarà discusso martedì dal pre Consiglio dei ministri e votato con ogni probabilità giovedì prossimo. Secondo le bozze in circolazione, prevederebbe un taglio del 30 per cento degli incentivi, le aste al ribasso per gli impianti oltre i 5 megawatt (un meccanismo considerato discutibile perché diminuisce le garanzie contro le infiltrazioni del malaffare), il divieto di fotovoltaico a terra per impianti superiori a 1 megawatt.

L'allarme è condiviso da tutte le associazioni delle rinnovabili da Aper a Assosolare. "Nel 2010 in Europa il fotovoltaico ha avuto la crescita più alta tra le fonti rinnovabili", ricorda Giuseppe Moro, del direttivo di Assosolare. "Tagliare le gambe all'industria del sole e a quella del vento vuol dire bloccare la crescita tecnologica del paese in un settore
strategico". Il governo sembra intenzionato ad andare avanti per ragioni di cassa, come ha precisato Paolo Romani, il ministro dello Sviluppo economico, dichiarando: "Dal 2000 al 2010 i cittadini hanno pagato in bolletta 20 miliardi per aggiungere un 4 per cento di energia rinnovabile".

"Numeri che portano fuori strada", obietta il senatore Pd Francesco Ferrante. "Negli ultimi 20 anni più di 40 miliardi di euro sono stati drenati dalle bollette e consegnati ai petrolieri per favorire le cosiddette assimilabili, una categoria di false rinnovabili fatte con gli scarti di raffinazione del petrolio. Mentre si vuole chiudere l'industria del sole e del vento - mandando a casa un numero di lavoratori più di 20 volte superiore ai dipendenti Fiat di Mirafiori - si versa un miliardo di euro per rifinanziare impianti già incentivati e oggetto di un semplice lifting funzionale".

Non è detto comunque che il testo non subisca qualche correttivo nelle prossime ore. In questa direzione vanno gli sforzi del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che sta mettendo il suo peso nel braccio di ferro che ha per posta il futuro delle rinnovabili. Il ragionamento che fanno al ministero di via Cristoforo Colombo è semplice. Il tetto degli 8 mila megawatt come limite degli incentivi per il fotovoltaico era stato fissato in un periodo in cui sembrava lontanissimo.

Ma il settore ha galoppato così veloce in tutto il mondo da aver bruciato le tappe. Restare bloccati fino al 2020 a quota 8 mila megawatt, la metà del fotovoltaico già installato in Germania, significherebbe rendere molto difficile, se non impossibile, il rispetto degli impegni assunti dal governo in sede comunitaria per arrivare al 17 per cento di energia rinnovabili al 2020.

La proposta che il ministero dell'Ambiente porterà al Consiglio dei ministri è: abbassare gli incentivi con gradualità (anche perché i costi di produzione diminuiscono per l'aumento di efficienza e dei volumi di produzione) e alzare il tetto di impianti incentivabili per dare spazio di crescita alle rinnovabili.

(25 febbraio 2011)

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MessaggioInviato: Sab 26 Feb 2011, 13:01 Rispondi citandoTorna in cima

E' evidente che nel Parlamento italiano, nel XXI secolo, si lavori sempre in modo "imparziale", "efficiente" ed "efficace" grazie alle solite lobby trasversali ben note che stanno zavorrando il futuro di questo Paese. Arrabbiato

Complimenti vivissimi! Senza parole

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MessaggioInviato: Dom 28 Gen 2018, 03:40 Rispondi citandoTorna in cima

Salve, ho letto solo ora questa discussione datata e volevo chiedere questo se qualcuno lo sa, posso montarmi da solo (nel senso di non fare nessun lavoro a professionisti del settore o simili) un tot di pannelli fotovoltaici nel cortile di casa (o in alternativa sul tetto, non ho ancora deciso) senza nessuna comunicazione ad enti pubblici (Comune, ENEL ecc..) o richiesta di autorizzazioni, fermo restando che rinuncio a qualsiasi tipo di incentivo, agevolazioni fiscali o altro.
Il mio intento sarebbe di interporre un deviatore a tre vie (1-0-2, 1=ENEL,0=CASA,2=PANNELLO) che fornisca alla casa a scelta la 220 prodotta da Enel o dai pannelli.
Il funzionamento del deviatore ovvero la scelta della fonte di energia potrà essere automatica o manuale.

La casa naturalmente e’ singola non parlo di condominio con regolamenti da rispettare...
Quindi, correggetemi se sbaglio, rispettando i 4 metri dai confini dovrei poter posare un tot di pannelli installati su telai appositi (orientabili?) a livello del suolo senza chiedere il permesso ai vicini.
La zona è residenziale senza vincoli storici, ambientali particolari.

Se qualcuno ha info, preferibilmente di esperienze o conoscenze dirette e non per “sentito dire” e le vuole dividere con me qui, lo ringrazio anticipatamente.
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MessaggioInviato: Lun 29 Gen 2018, 17:55 Rispondi citandoTorna in cima

Ciao Metanosport
progetto ed installo impianti FV di professione (se mio fratello si decide vengo a montarne anche uno a Reggio Emilia)

allora, la risposta è NO!
gli impianti elettrici domestici devono essere certificati CEI 64-8, un sistema di accumulo tipo UPS (che è certificato CEI EN 62040 e non CEI 0-21), si può installare a patto che faccia quello per cui è stato costruito, cioè il gruppo di continuità. E cosa fa un gruppo di continuità? Si deve attivare SOLO (la chiave è tutta qui) in situazioni di emergenza.

Ricapitolando:
Tutti i sistemi OFF-GRID che per loro natura sono indipendenti dalla CEI 0-21 e sono certificati CEI EN 62040 come UPS, essendo veri e propri sistemi ad isola, o funzionano solo in caso di black-out oppure DEVONO ESSERE L’UNICO SISTEMA DI APPROVVIGIONAMENTO ELETTRICO DELLA CASA, che quindi non può avere nessun punto di prelievo con la rete pubblica;

I sistemi ON-GRID Lato-Produzione per essere installabili devono essere certificati CEI 0-21 dai produttori;

I sistemi ON-GRID Post-Produzione anche se non immettono in rete per essere installabili devono essere certificati CEI 0-21 dai produttori;

I sistemi ON-GRID Post-Produzione certificati CEI-EN 62040 non possono essere installati.

quindi
1) il tuo impianto non sarà mai certificato e mai collegabile alla rete
2) il tuo impianto dovrà essere ad isola, non deve mai immettere in rete e devi mettere le batterie (spendendo quanto un impianto "normale" chiavi in mano)
3) non avendo lo SSP (Scambio sul posto) ti troverai con eccessi da bruciare in estate e a corto di energia in inverno con rendimento dimezzato rispetto all'impianto tradizionale
4) non potrai scaricare niente (50% detrazione fiscale)

quindi...ti conviene?

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Metanosport
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MessaggioInviato: Mar 6 Feb 2018, 04:19 Rispondi citandoTorna in cima

Ciao jump, non frequentando assiduamente il forum ho letto solo ora la tua “sentenza” che mi ha confermato ancora una volta della xxxxxx di chi legifera e governa in questo paese.
Ricapitolando:
se alimento la mia casa in modo saltuario (a mia scelta e non SOLO in caso di black out) con corrente autoprodotta, senza chiedere niente a nessuno, rispettando eventuali distanze dai confini, senza collegarmi all’enel, senza chiedere aiuti, rimborsi, sgravi, sconti o pretendere ricavi e guadagni illeciti o meno dalla corrente prodotta a mie spese....non posso farlo...
Che bello!!
Scusa se insisto ma se non approfitto di un addetto ai lavori che sa le cose...
chiedo:se realizzo l’impianto come ho scritto cosa rischio a livello civile penale ecc?
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casty
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MessaggioInviato: Mar 6 Feb 2018, 23:43 Rispondi citandoTorna in cima

Fondamentalmente siamo ridotti in schiavitù da questo sistema burocratico

Tu giustamente dici, mi faccio tutto da solo, in sicurezza..eh no, perchè ci vuole la certificazione che ti da solo il tizio col patentino, il quale ha fatto dei corsi (spesso inutili o delle farse) per farsi dare il "pezzo di carta", tramite il quale spillare dei soldi, parte dei quali li gira per mantenere il sistema dei burocrati che si sono inventati il patentino e la certificazione..
Non rompo le palle a nessuno e sono cavoli miei se rimango senza corrente..eh no perchè secondo la legge l'impianto a isola bla bla bla...
Ma vi rendente conto di che cavolo di sistema ci hanno messo in piedi e cui obbligano a sottostare?
Tra un po obbligheranno l'eliminazione totale dei contanti, quindi solo moneta elettronica, tutta tracciabile, e non puoi tirare fuori un centesimo che il Sistema sa dove, perchè per come e quando lo hai speso. Altro che Orwell, ti controllano quanti pelil hai nelle mutande e quanti ne hai persi...sanno esattamente dove sei perchè col cellulare anche da spento sei geolocalizzabile, e quindi sanno praticamente tutto.
Però per trovare un mafioso ci impiegano 20 anni perchè usa solo i pizzini e si rintana in un bunker come un topo...

E tu fotttitene, fuck the system..fallo lo stesso. Poi al limite aspetti un condono...
Io la prossima casa mi compro un campo e ci metto una casa con le ruote, e voglio vedere cosa mi dicono. Gli rispondo che non è una casa, è un carretto e nessuna legge mi vieta di abitare in un carretto. E l'imu, la tari ecc. sui carretti non è prevista (per il momento)

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MessaggioInviato: Mer 7 Feb 2018, 13:39 Rispondi citandoTorna in cima

La pensiamo circa allo stesso modo ma non mi sono espresso per non aizzare la polemica...c'è sempre qualcuno che la pensa diversamente anche quando si dicono le cose obiettivamente.

riguardo a:
io la prossima casa mi compro un campo e ci metto una casa con le ruote, e voglio vedere cosa mi dicono. Gli rispondo che non è una casa, è un carretto e nessuna legge mi vieta di abitare in un carretto. E l'imu, la tari ecc. sui carretti non è prevista (per il momento)

Su uno dei tanti siti di roulottisti che frequentavo tempo fa, c'era un tizio che aveva piazzato una roulotte in un campo agricolo di sua proprieta e sai come è finita? Che gli hanno contestato la caravan, che era stata radiata quindi priva di documenti nel suo caso, come "rifiuto speciale" alla stregua di una carcassa di automobile per esempio, quindi da smaltire con i costi attinenti.
Sennò ci paghi il bollo (l'assicurazione se non circola su aree pubbliche non è obbligatoria) ma nel Suo caso senza i documenti non poteva farlo, la colleghi alla rete fognaria elettrica idrica, pagando le bollette e le spese di collegamento relative e a quel punto non ricordo se diventava abitabile in maniera stabile o solo saltuario e se fosse tassabile come unita' abitativa..
sinceramente non ricordo bene tutta la faccenda so solo che il tizio aveva poi rinunciato a proseguire e aveva smaltito la roulotte in discarica.
Io ad esempio la roulotte bollata e assicurata la tengo nel cortile e non ho obblighi di allacciarmi ai servizi ma perchè nello stesso lotto o cortile, c'è la casa, se cosi non fosse o peggio fosse un lotto agricolo, probabilmente incapperei nella stessa avventura.
Sono ot mi dispiace, rimango in attesa di risposta alla mia domanda.
Per ora grazie a tutti.
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junp1975
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MessaggioInviato: Mer 14 Feb 2018, 19:48 Rispondi citandoTorna in cima

Metanosport ha scritto:

se alimento la mia casa in modo saltuario (a mia scelta e non SOLO in caso di black out) con corrente autoprodotta


Tutto si riconduce alla discrezionalità...come fai a discernere tra "saltuario" e "continuativo"?
di che potenze in gioco parliamo? di fotovoltaico, inverter e accumulo? che tensioni in gioco? la modalità urbanistica di installazione dei pannelli?

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